Amore Criminale

04/08/2008 21:00
04/08/2008 23:00
Catena Giardina

Lunedì 4 agosto alle ore 21.05, su Rai 3, durante la trasmissione “Amore Criminale”, Camila Raznovich racconterà la storia di Catena Giardina, residente a Taormina (ME), fatta di dolore, amarezza e sofferenza.
L’amore, a volte per eccessiva passione, per rabbia o semplicemente per immaturità diventa possesso che si può trasformare in istinto criminale sul partner.
A farne le spese è quasi sempre la donna.
E Tina, questo il diminutivo della nostra protagonista siciliana, è una di queste donne, che ha subito le violenze più cupe, all’inizio inconfessate, fino a trovare il coraggio di reagire, per se stessa, ma soprattutto per i suoi figli.
Tina però, è stata fortunata, perché può raccontare la sua storia; lei è ancora viva, mentre sono tante le donne soppresse dalla aggressività omicida dei propri partner.
Dalla sua storia, Tina ne ha fatto nascere un libro, scritto per urlare silenziosamente la paura ed alleviarla, come fosse una terapia, ed ora anche uno spettacolo che verrà rappresentato in anteprima al Teatro dell’Accademia di Catania in ottobre, inserito nel cartellone della prossima stagione, nell’attesa del consenso da parte del comune di Taormina a far approdare la piéce teatrale come ospite al Palazzo dei Congressi nel prossimo autunno-inverno.
Nei progetti c’è anche una tournèe italiana, coinvolgendo le associazioni e i centri antiviolenza che da anni si battono contro la violenza sessuale, l'abuso e il maltrattamento delle donne.
Il regista dello spettacolo, Francesco Mazzullo, condurrà la protagonista della storia, nonché protagonista sulla scena, in un viaggio a ritroso, un flash-back che farà vivere allo spettatore vicende al limite dell’assurdo, salvo però, scoprire poi che sono quasi sempre storie comuni a tante donne, in quel tipo di situazione psicologica, di qualsiasi fascia sociale ed età.
Soprattutto, come dice la stessa protagonista della vicenda, vuole essere un appello a tutte le donne che vivono situazioni di violenza, a reagire, perché dall’incubo del “mostro” si può uscire.
Uscirne al più presto è fondamentale, prima di arrivare sull’orlo della pazzia, del suicidio, o rimanere vittime della tendenza alla dipendenza masochista da rapporti morbosi ossessivi e possessivi.