Mare chiuso - Quello che accade dall'altra parte del Mediterraneo

15/05/2012 20:15
15/05/2012 23:59
Mare chiuso - Quello che accade dall'altra parte del Mediterraneo

Immigrazione e informazione. Questo il tema della serata in programma giovedì 17 maggio, alle 20.15, al cinema King di Catania. L’occasione sarà la presentazione del progetto «Le Printemps en exil – La primavera in esilio», webdocumentario dei giovani del collettivo Frame Off dedicato al viaggio dei migranti dalla Tunisia attraverso l’Italia durante e dopo la Primavera araba, e la proiezione in esclusiva per Catania di «Mare chiuso», il documentario sui respingimenti realizzato da Andrea Segre con il giornalista e scrittore Stefano Liberti, realizzato con il patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e della sezione italiana di Amnesty international.

Organizzata dal Cinestudio Catania, dal quotidiano online CTzen e dal Centro Astalli di Catania, «Mare chiuso, quello che accade dall’altra parte del Mediterraneo» sarà una serata dedicata a un fenomeno, l’immigrazione, troppo spesso sconosciuto nella sua dolorosa quotidianità e della scarsa informazione sulle conseguenze – altrettanto drammatiche – delle politiche scelte dagli Stati europei per contrastarlo.

I respingimenti dei barconi attuati dall’Italia tra il 2009 e il 2010 sono stati al centro di polemiche e tensioni, anche a livello internazionale. Considerati non idonei a contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, sono stati molteplici i richiami e le condanne della Corte europea per i diritti umani. Barconi con un numero incalcolabile di uomini, donne e bambini costretti a invertire la rotta verso le coste africane dagli accordi tra il governo di Silvio Berlusconi e quello di Muammar Gheddafi. Cosa accadeva nei viaggi di ritorno e qual è stato il destino di quelle anime costrette a un pellegrinaggio estenuante sulle antiche rotte del Mediterraneo sono gli interrogativi a cui cerca di rispondere il lavoro di Segre e Liberti che, dopo l’inizio della rivoluzione in Libia contro Gheddafi, hanno iniziato a intervistare i migranti etiopi, eritrei e somali che avevano trovato riparo nel campo Unhcr di Shousha, in Tunisia. Storie drammatiche, tutte raccontate in prima persona, di quanto accadeva in quei barconi persi nel mare.

La Primavera araba del 2011 è il punto di partenza anche de «Le Printemps en exil», letteralmente «La primavera in esilio». Si tratta di un webdocumentario sperimentale che racconta il viaggio dei migranti dalla Tunisia alla Francia attraverso l’Italia durante e dopo le sommosse di piazza che hanno rovesciato il regime di Ben Ali. Una memoria collettiva con testimonianze dirette, raccolte da un gruppo di giovani fotografi, scrittori e artisti siciliani del collettivo Frame Off (www.frameoff.it).
Il progetto è nato quasi per caso: un passaggio in macchina da Catania a Mineo, un incontro fortuito a Parigi, la raccolta online di testi, foto, audio e video girati anche dagli stessi migranti con il proprio cellulare. L'opera è divisa in due parti: la prima è stata finanziata dal Centro di cinematografia di Parigi insieme alla casa di produzione parigina House on Fire. La seconda è in cerca di finanziatori con il metodo del crowdfunding (finanziamento dal basso). Un estratto per presentare al pubblico catanese il progetto verrà proiettato in apertura della serata il 17 maggio e gli spettatori potranno acquistare una quota del documentario attraverso una piccola donazione.

La serata sarà presentata da Fabio Gaudioso, di Cinestudio Catania. Interverranno Claudia Campese, direttore del quotidiano online Ctzen, ed Elvira Iovino, responsabile del Centro Astalli di Catania.
Alla proiezione seguiranno delle testimonianze dirette.

Ingresso: 3€.

Note biografiche

Andrea Segre. Regista di documentari per televisione e cinema, ha curato anche progetti di solidarietà internazionale. È fondatore dell’associazione ZaLab che produce laboratori di video partecipativi e documentari. Come un uomo sulla terra (2008) lo ha fatto conoscere al grande pubblico, collezionando diversi riconoscimenti, giungendo anche tra i finalisti al premio David di Donatello.

Stefano Liberti. Giornalista alla redazione esteri del Il Manifesto e scrittore, ha pubblicato nel 2008 il libro A sud di Lampedusa (Minimum Fax), vincitore del premio di scrittura Indro Montanelli. Il suo documentario L’inferno dei bambini stregoni (2010) sui minori accusati di stregoneria in Congo ha vinto il Premio Anello Debole -
sezione tv 2010.

Frame Off. Collettivo formato da nove giovani fotografi, videomaker e scrittori siciliani tra i 24 e i 33 anni. Un gruppo aperto per la ricerca nel cinema e nella fotografia, crocevia di esperimenti soggettivi e collettivi e laboratorio di interventi sullo sguardo e sui metodi di produzione, con particolare attenzione al sociale e alla sperimentazione sulle strutture narrative. I suoi componenti sono Francesco Di Martino, Giuseppe Spina, Giuseppe Portuesi, Maria Vittoria Trovato, Francesco Valvo, Corrado Iuvara, Giulia Mazzone, Giuseppina Bruno, Massimiliano Minissale.

Per informazioni, accrediti, interviste e materiale fotografico

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