Tour delle città

Noto, Avola, Pachino, Rosolini, Portopalo

Cinque centri abitati, distanti pochi chilometri l’uno dall’altro, ognuno con un fascino diverso, ma legati da un’unica atmosfera e dalle tracce di un passato comune. L’antica Via Elorina venne aperta nel VII sec. a.C. dai greci di Siracusa per poter raggiungere direttamente Eloro, la loro colonia meridionale, i cui resti sono ancora visibili lungo la costa, esattamente al centro del Golfo di Noto. Oggi la via Elorina coincide in gran parte con la Strada Statale 115 ed è ancora l’arteria principale che collega le città di quest’area.

Noto è il Giardino di Pietra, il gioiello del barocco siciliano, sito UNESCO dal 2002. Sorge sul colle Meti a 7 km dal mare. Il suo centro storico è uno dei più densi concentrati d’arte d’Italia, dove chiese, monasteri e palazzi nobiliari compongono un’unica incantevole scenografia. Rinomata è anche la tradizione pasticcera.

Avola giace sulla costa, immersa in una pianura verdeggiante, rigogliosa di agrumeti e mandorleti: da qui la famosa mandorla Pizzuta si esporta in tutto il mondo. La pianta esattamente esagonale ne fa una città dalla struttura armoniosa, dove le chiese e i palazzi barocchi convivono con architetture neoclassiche e con lo stile liberty di numerosi edifici.

Rosolini (da Rus Elorinum, “campagna di Eloro”) si trova nell’entroterra, al centro di un’area collinare densamente coltivata a carrubi e olivi. Nella struttura a scacchiera del centro urbano i palazzi e le chiese ottocentesche convivono con i resti di un castello del XV secolo.

Pachino sorge a 4 km dalla costa, sulla collina di Cozzo Scibini. Il cuore pulsante della città è l’ampia piazza centrale, con la Chiesa Madre neoclassica del tardo settecento. Il vigneto è il paesaggio tipico del territorio di Pachino, che infatti è nota per la produzione di ottimi vini.

Portopalo di Capo Passero è città di mare e di gastronomia a base di pesce: ospita i resti di una grande Tonnara, a testimonianza di un’antica tradizione nella lavorazione del tonno.